Jeju Loveland è un parco divertimenti situato sull’isola di Jeju, in Corea del Sud. La sua particolarità: è esclusivamente riservato agli adulti. ato agli adulti . Infatti, questa area di gioco per grandi è unamostra gigante dedicata all’erotismo
Jeju Loveland, parco divertimenti erotico
Si possono ammirare non meno di 140 sculture. Gli stili sono molto vari, ma ciascuna di queste sculture rappresenta una scena erotica. Venti diplomati dell’università di Hongik, a Seoul, le hanno realizzate tra il 2002 e l’apertura del parco nel 2004. Il parco riprende numerosi cliché dell’erotismo, con statue che mostrano coppie che fanno l’amore in diverse posizioni.
Storia di Jeju Loveland Un tempo e fino all’inizio degli anni ’90, l’isola di Jeju era il luogo turistico prediletto dei giovani sposi coreani
per trascorrere il loro viaggio di nozze. Gli hotel della zona proponevano ai novelli sposi, inesperti e spesso intimiditi, divertimenti a connotazione erotica. Queste animazioni li aiutavano a rilassarsi e a volte gli davano buone idee per il futuro. Questo passato di “isola dell’erotismo” ha probabilmente contribuito a fare della provincia di Jeju-do il luogo ideale per ospitare un parco a tema sessuale.
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Scene erotiche varie
Statue erotiche di Jeju Loveland
Le situazioni vanno dalla più pudica alla più audace: dagli amanti timidi che si baciano teneramente offrendosi fiori e cioccolatini, alla penetrazione furtiva e anonima attraverso un glory hole.
I piaceri solitari sono anch’essi protagonisti, con giochi sulle proporzioni piuttosto divertenti. Una donna gigantesca si masturba, mentre un’altra, di taglia più modesta, cavalca un fantasmagorico pene gigante.
La sessualità degli animali
La sessualità degli animali è anch’essa presente. Tartarughe, cani e persino piccoli maiali stilizzati si danno libero sfogo e si accoppiano nei minimi angoli del parco.
Statue animate
Alcune statue sono animate. Si azionano manualmente, grazie a una leva, che permette di mettere in movimento i personaggi e di scatenare così il coito.
Sexi dappertutto
I simboli fallici o che evocano il sesso femminile sono legione. Da una parte, un immenso pene si erge verso il cielo al centro di una piazzetta, dall’altra, una roccia cava somiglia fin troppo a una vulva per poter essere una coincidenza.
A volte, questi simboli si fanno più discreti, e tentano di integrarsi (quasi) senza farsi notare nel decoro: carote, funghi, razzi, cozze… nessun dettaglio è innocente.
Anche i cartelli ci mettono del loro. Quelli che indicano le direzioni hanno la forma di un pene, con il gland puntato verso la strada da seguire.
Quelli che indicano un luogo interessante dipingono, a mezzo di pittogrammi, delle posizioni sessuali. Qui sotto, immagino che il cartello della seconda foto indichi il parcheggio. Il primo, beh, ehm… Buona domanda…
Gambe, culi e dita
Si trovano anche gambe e culi nudi, dita infilate negli orifizi e threesomes acrobatici.
Dall’erotismo fino ai bagni
Ci si può fotografare da supereroi perversi per l’occasione… O farsi urinare sulle mani tramite dei pisatoi lussuriosi, intriganti e un po’ inquietanti.
L’erotismo segue i visitatori persino nei bagni.
Un museo del sesso
Jeju Loveland comprende anche una sala diesposizione, in cui si possono contemplare opere di artisti coreani contemporanei. Il contenuto di questa sala viene rinnovato ogni mese.
Fonti delle illustrazioni, da visitare per vedere un sacco di altre foto: gallerie Flickr di LonelyBob, di ntenny, di Michael Sotnikov, di Mr Laser, di whyyan, e di Jessica Eldredge, licenza Creative Commons.































