Sesso nello spazio: il missionario elastico

Sesso nello spazio: la voce che fa decollare l’immaginazione!

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Avete mai sentito parlare di sesso nello spazio ? No, non in un film di science fiction, ma in voci davvero succulenti che circolano da decenni! Oggi vi immergerò in una storia folle, nata da un mix di fascinazione pubblica e bufale da internet: quella dei presunti esperimenti sessuali in assenza di gravità, testati a bordo di una navetta spaziale americana nel 1996. Allacciate le cinture (o le imbracature elastiche, capirete perché), si decolla per un viaggio tra risate, curiosità e decodifica!

Sesso nello spazio

Da dove nasce questa storia di fanculle in orbita?

Tutto inizia con un dispaccio dell’Agence France-Presse (AFP) datato 22 febbraio 2000. Secondo loro, delle posizioni amorose, selezionate dopo simulazione al computer, sarebbero state testate nel 1996 a bordo di una navetta spaziale americana, e non poco! Questa informazione succulenta provverebbe da un libro di Pierre Kohler, un astronomo e giornalista scientifico francese di fama. Nel suo libro, intitolato , L’Ultima Missione: Mir, l’avventura umana

 afferma che questi esperimenti sarebbero stati pensati per anticipare soggiorni di lunga durata, come una missione verso Marte. Insomma, detto così, sembra quasi serio, no?

L’Ultima missione: Mir, l’avventura umana Ma aspettate, diventa ancora più succulento! La voce si basa su un presunto documento ufficiale, ilDocumento 12-571-3570

che dettaglia dei test effettuati durante la missione STS-75 della NASA.

Un Kamasutra spaziale: posizioni sessuali in assenza di gravità? Il documento finto, che circola da un’eternità sul web (anche sotto il nome), elenca con una serietà esilarante una lista di posizioni sessuali presuntamente testate in microgravità. Vi avviso, tenetevi forte, perché è degna di uno scenario di commedia erotica spaziale ! Preparatevi a visualizzare cinture elastiche, tunnel gonfiabili e astronauti che fanno i contorsionisti a chilometri di distanza dalla Terra. Ecco alcune perle:

  • Il missionario elastico : Immaginate due partner faccia a faccia, con un’imbracatura elastica che li avvicina a livello delle anche. Risultato? Una penetrazione difficile e una posizione impossibile da mantenere. In breve, un flop interstellare.
  • Il cucchiaio elasticizzato : La donna di schiena all’uomo, mantenuti da cinture elastiche attorno alle cosce. Interessante, ma poco conclusivo, a causa del movimento avanti e indietro che va in tilt. Sì, fare sesso senza gravità non è così semplice.

Sesso nello spazio: il missionario elastico

  • La monta aerea : La donna si aggrappa all’uomo bloccando i piedi sotto i suoi glutei. Più o meno ok, a parte il fatto che all’avvicinarsi dell’orgasmo, i partner tendono a mollare la presa… e a partire alla deriva in direzioni opposte. In breve, è fattibile, ma self-control indispensabile.
  • Il missionario nel tunnel : Qui si tira fuori l’artiglieria pesante con un tunnel gonfiabile per racchiudere i partner dalle ginocchia alla vita. Piccolo problema: una volta incastrato nel tunnel, l’uomo ha difficoltà a partire con un’erezione, e infilarsi nel tunnel con un pijo già in erezione si rivela complesso. Per i preliminari, va bene, ma per la penetrazione, è niet.
  • Il cucchiaio nel tunnel : Stessa attrezzatura, ma nella posizione a cucchiaio. I preliminari sono soddisfacenti, ma la penetrazione è anch’essa impossibile. E quanto alla manutenzione del coso, che tende a diventare appiccicoso a causa del sudore (e probabilmente di altri fluidi) in apogravità? Un incubo logistico. Vi lascio immaginare l’odore del tunnel dopo qualche utilizzo.
  • Il 69 orbitale, con quattro 4 punti di aggancio: Apparentemente, è «molto pratico» e «particolarmente adatto all’apogravità». Bonus: più gratificante che in gravità, ma non per fare dei bambini (lo scopo iniziale presunto dello studio). Per popolare la galassia, è un fallimento, ma può sempre essere un’occupazione simpatica nella navetta durante viaggi interplanetari un po’ troppo monotoni.

Leggendo questo, si ha un po’ l’impressione che qualcuno abbia voluto scrivere uno scenario erotico con un budget NASA. Ma è davvero successo? Spoiler: no. Questo documento è una bufala che circola su internet dal 1989, ben prima della missione STS-75 del 1996. Eppure, è riuscita a ingannare non poca gente, incluso un giornalista scientifico rispettato come Kohler.

La realtà: niente sesso stellare

Ok, facciamoci una risata, ma rimettiamo i piedi per terra (o meglio, nella navetta). La NASA ha smentito categoricamente queste storie. Eileen Hawley, portavoce del Johnson Space Center, ha dichiarato che non c’era «alcuna verità» in tutto questo. Brian Welch, un altro funzionario, ha persino definito la cosa una «leggenda urbana ben nota». E la dottoressa Rhea Seddon, astronauta e medico, ha liquidato l’idea come «ridicola» e ha affermato che nessun comitato avrebbe approvato un’esperienza del genere. Dal lato russo, Valery Bogomolov dell’Istituto di problemi biomedici ha anche negato qualsiasi esperienza di questo tipo nei suoi programmi, definendo queste storie «anecdote» poco credibili.␊␊E ci sono persino prove fattuali. Il cosiddetto «Documento 12-571-3570» non è mai esistito alla NASA. In realtà, si tratta di una bufala pubblicata su un gruppo di discussione Usenet, alt.sex, già nel 1989. Sì, sette anni prima della missione STS-75! E per piantare il chiodo, l’equipaggio di questa missione era composto da sette uomini. Nessuna donna a bordo. Per esperimenti sulla riproduzione nello spazio, il casting non sembra molto adeguato. In breve, è fake puro e semplice.␊␊Ma ammettiamolo, l’idea resta esilarante da immaginare. Astronauti che testano posizioni con cinture e tunnel gonfiabili, mentre fluttuano intorno ad apparecchiature da milioni di dollari… Sarebbe un film da urlo!

Lo spazio, un terreno fertile per i fantasmi

Siiamo onesti, questa voce è sopravvissuta perché adoriamo fantasticare sull’intimità in contesti estremi. Lo spazio è l’ignoto, il mistero, un luogo dove nemmeno le leggi della gravità si applicano. Quindi, immaginare un po’ di galippole lassù è quasi logico, no? Soprattutto perché l’idea di missioni di lunga durata, come quelle verso Marte, solleva vere questioni sulla vita privata e la sessualità degli astronauti. Ma tra fantasia e realtà, c’è un abisso. Detto questo, anche se questa storia è una bufala, il tema del sesso nello spazio non è del tutto assurdo. Dei ricercatori seri stanno iniziando a occuparsi di «sessuologia spaziale», perché sì, se vogliamo colonizzare altri pianeti, bisognerà capire come l’assenza di gravità e le radiazioni influenzino la riproduzione e l’intimità. Senza contare le sfide fisiche: in assenza di gravità, la terza legge di Newton diventa il tuo peggior nemico. Spingi, vai all’indietro, e voilà, ti ritrovi a flutturare verso il muro di fronte. Non proprio sexy! Ma per ora, nessun Kamasutra ufficiale validato dalla NASA, mi dispiace! Se gli astronauti non hanno testato posizioni un po’ coquine in orbita, questo non impedisce all’industria del sesso di cavalcare l’onda spaziale. Già nel 2011, un uovo vibrante è stato inviato nello spazio da un’azienda di giocattoli per adulti? Sì, sì, un sex toy ha letteralmente lasciato l’atmosfera terrestre, per dimostrare che il piacere non ha confini. Beh, ovviamente, l’oggetto ha viaggiato da solo, appeso a un palloncino di elio, prima di ricadere, e nessun astronauta ha avuto l’occasione di usarlo. Nel 2016, CoCo Brown, un’ex attrice porno, ha seguito un addestramento per diventare la prima star del X a compiere un volo spaziale. Non ha girato un film in apogravità, ma la sua iniziativa dimostra che l’idea di mescolare sesso ed esplorazione spaziale continua ad appassionare.

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