Maggio, il mese internazionale della masturbazione

Maggio, il mese internazionale della masturbazione

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Se oggi avete curiosato sui social network, forse avete letto qua e là che maggio era il «mese internazionale della masturbazione».

Durante il periodo di confinamento, l’idea non è affatto male. Masturbarsi è un’attività salutare per passare il tempo piacevolmente restando in casa, a condizione, naturalmente, di evitare di cimentarsi con sex toys fai-da-te troppo rischiosi. Ma cos’è questa storia del mese internazionale della masturbazione? È approvato dalle Nazioni Unite? Da dove viene, esattamente? Ecco una breve spiegazione sulle origini dell’International Masturbation Month.

Maggio, il mese internazionale della masturbazione

Il mese internazionale della masturbazione

Il National Masturbation Day è anzitutto un atto militante. Durante una conferenza delle Nazioni Unite sull’AIDS nel dicembre 1994, qualcuno chiede a Joycelyn Elders, allora direttrice della sanità pubblica degli Stati Uniti, se fosse opportuno promuovere la masturbazione come mezzo per impedire ai giovani di praticare attività sessuali più rischiose. La sua risposta: «Penso che faccia parte della sessualità umana e che forse dovremmo insegnarla». Di conseguenza, il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, scandalizzato, ne esige le dimissioni.

Il 14 maggio 1995, il negozio di sex toy Good Vibrations, attivista del movimento pro-sesso, proclama in suo onore il primo National Masturbation Day.

Nel corso degli anni, l’evento è diventato l’International Masturbation Month. Parallelamente, sono nate altre «giornate della masturbazione» e altri eventi che celebrano i piaceri solitari, in date diverse.

Tra gli altri, il Masturbathon, un concorso di masturbazione a scopo benefico, si tiene ogni anno a San Francisco per sostenere cause legate alla sessualità.

Il marchio di masturbatori Tenga ha anche tentato di lanciare la propria giornata della masturbazione, il 21 luglio. Perché questa data? In giapponese, «masturbazione» si dice «onanii». Forzando un po’ la pronuncia, il 21 luglio (07/21) può essere letto come «o» (per lo zero), «na» (in giapponese il 7 si dice «nana»), «ni» (2 in giapponese), «i» («ichi» significa 1).

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