feticismi: Vends ta culotte

Vendi le tue mutandine (e i tuoi slip da canguro)

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Il sito “Vends Ta Culotte” permette agli utenti di vendere le proprie mutandine sporche, o di comprarle. Il feticismo della biancheria intima, più diffuso di quanto si pensi, è all’origine di un commercio atipico.

In origine, bazzicavo il forum Doctissimo. Questo posto, piuttosto atipico, è il paradiso dei feticisti di ogni sorta… Mi sono imbattuta in un topic, scritto da una signora che proponeva di vendere le sue mutandine sporche. E allora mi sono posta una domanda esistenziale: la vendita online di perizomi indossati (rivolta ai feticisti) è legale?

Ho quindi googlato la mia domanda. E, con mia grande sorpresa, mi sono imbattuta in “Vends ta culotte”, la cui FAQ ha risposto alla mia domanda. Sì, è perfettamente legale (a patto che l’acquirente e il venditore/produttore siano maggiorenni, ovviamente, perché la connotazione sessuale è evidente).

Vends Ta Culotte: vendita di mutandine indossate

Detto questo, la legalità non ha nulla di sorprendente: per fortuna non esistono leggi che vietano di rivendere un indumento!

L’acquirente e il venditore sono assolutamente liberi di accordarsi sul colore o sull’odore che l’indumento dovrebbe avere. Finché l’articolo venduto corrisponde alla descrizione, non c’è nessun problema. Se invece ordinate una mutandina sporca e ne ricevete una nuova, tecnicamente è una truffa, ma è poco probabile che vi prendano sul serio se cercate di sporgere denuncia.

Immagino che ci siano comunque certi limiti per quanto riguarda l’igiene dell’oggetto, ma finché le mutande non presentano gravi rischi batteriologici, va bene.

Per non fare torto a nessuno, il sito Vends Ta Culotte ha un equivalente maschile, “Vends ton slip”.

Vends ta culotte: uno strano inventario…

Oltre alle mutandine e ad altri indumenti per il culo, calzini, calze, scarpe, ma anche lecca-lecca che sono stati in giro in posti poco cattolici sembrano riscuotere un certo successo.

Una ragazza propone di vendere i suoi peli. 25 euro a ciuffo. La prossima volta che la dermatologa vorrà farmi pagare per togliermeli col laser, proverò a proporle questo affare. Mi immagino già: “Ehi, aspetta un attimo, tipa, il ciuffo è prezioso! Ma io sono simpatica, dai, tieni, prendi i miei peli, te li regalo. Gra-tis!”. Un signore vende i suoi bagnati di sperma. Ammiro il suo coraggio: per riuscire a masturbarsi contemplando qualche pelo tagliato, ci vuole ispirazione… A meno che non si concentri sui trenta euro che guadagnerà per tre peli.

Annuncio di vendita di peli pubici su Vends ta Culotte

Su Vends Ta Culotte si trovano anche piatti a base di fluido vaginale (sì, sì), il contenuto di un cestino del bagno (o un altro modo di concepire il riciclaggio…), cibo masticato (non voglio nemmeno immaginare a cosa servirà all’acquirente) o schiacciato con il piede, e marmellata con dentro delle schifezze.

Vends ta culotte: il contenuto di un cestino del bagno

Il premio per il riciclaggio più redditizio va comunque al venditore di carta igienica usata… Che, paradossalmente, offre anche la “consegna a mano” delle sue creazioni.

Il premio per la cosa più schifosa va alla persona che propone i calli dei piedi, per il loro “gusto leggermente salato”. Se ti viene da vomitare guardando quest’offerta, pensa a rivendere il tuo vomito: chissà, magari trova qualche estimatore.

Venditrice di mutandine sporche: un mestiere del futuro?

Sul web si trovano anche venditrici indipendenti di perizomi macchiati di sgommate (o no), come Culotte-sale.fr e RespireMaCulotte.com, che sembrano realizzare loro stesse le “opere” che vendono. Secondo un articolo pubblicato su Rue89, questo commercio frutterebbe circa 300 euro al mese… Insomma, non ci si fa certo una fortuna rivendendo mutande, ma non è male.

Insomma, se non sei paranoica riguardo all’uso che si può fare del tuo DNA (non dico niente, ma insomma, chi vende roba su questo sito corre il rischio di essere contattato un giorno dalla polizia perché la sua biancheria intima / i suoi peli / i suoi escrementi sono stati trovati sulla scena di un crimine… Giù le mani dal mio bucato!), e se ti fa ridere far annusare o ingoiare alla gente cose schifose, non esitare: vendi la tua biancheria sporca e i tuoi rifiuti!

La versione sintetica al lampone

Altrimenti, per chi preferisce il sintetico, da Kanojo Toys si trovano mutandine finte usate, che profumano di frutta. E del lubrificante profumato alla pipì (Una lettrice coraggiosa ne ha provato uno per il nostro blog. Spoiler: puzza) o profumo di fluido vaginale di pornostar.

Una finta mutandina indossata, profumata al mango

In Giappone, il feticismo delle mutandine indossate ha un nome: si chiama burusera. Si possono comprare queste “mutandine indossate” sintetiche dai distributori automatici, con grande gioia dei turisti, che non sempre si prendono la briga di leggere le indicazioni che precisano che questi oggetti sono biancheria intima “dall’aspetto usato”, e non reliquie lasciate lì da ragazzine in cerca di soldi per comprarsi nuove mutande pulite.

Un distributore giapponese di finte mutandine sporche, accanto a un distributore di uova Tenga  (fonte: TechInAsia)

Aggiornamento: Per quanto riguarda i fluidi corporei sintetici, si può trovare anche dello sperma finto. Abbiamo avuto l’occasione di provarne due versioni: il “100 Shots! Bukkake Sperm” di Rends, il cui odore ricordava quello della banana, e il Manhood Cum Lube di Velv’Or, dal profumo floreale.

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