Google France ha recentemente modificato il proprio algoritmo per mostrare meno porno lesbico. Il termine “lesbica” rimanda ora prioritariamente a contenuti informativi.
Google e il porno lesbico
E no, non si tratta del risultato dell’influenza di un lobby cattolico anti-porno o omofobo, ma al contrario, di evitare di stigmatizzare le lesbiche associandole sistematicamente ai fantasmi maschili.
In effetti, prima di questo aggiornamento dell’algoritmo, una ricerca Google per il termine “lesbica” rimandava essenzialmente a del porno lesbico.

Inoltre, fino ad allora, le informazioni più serie sul lesbismo erano difficili da trovare, sepolte sotto tonnellate di porno. Non proprio il massimo per chi cerca di informarsi sulla propria orientazione sessuale senza sapere esattamente dove cercare.
Nel frattempo, per le altre orientazioni sessuali o le identità di genere, si finiva prioritariamente su pagine Wikipedia o articoli di giornale. Questa correzione dell’algoritmo di Google permette quindi di livellare un po’ il gioco.
SEO_lesbienne : una campagna su Twitter
Google ha effettuato questa modifica a seguito di una campagna portata avanti dall’account Twitter SEO_lesbienne e dal sito Numerama. Ad aprile, in un articolo intitolato “Perché il termine « lesbica » su Google rimanda solo a siti pornografici?”, quest’ultimo denunciava: “Le lesbiche non esistono online”.

Numerama spiega anche che prima della rettifica, una tale classificazione contribuiva alla sessualizzazione del corpo delle donne. A prima vista, si potrebbe pensare che si tratti di un argomento da bigotta.
Tuttavia, al giorno d’oggi, due ragazze che si tengono per mano per strada hanno buone probabilità di farsi importunare da dei cretini che sperano di essere invitati a fare un tris, o almeno di godersi lo spettacolo a spese loro… Ed è ora di cambiare le mentalità su questo punto! Nessuno andrebbe a importunare una coppia etero per chiederle di baciarsi.
Secondo Google, una classificazione principalmente incentrata sul porno era effettivamente un problema, che si era già verificato con i termini “girl” e “teen”.
