emoji melanzana, pesca e goccia d'acqua

Facebook censura l’emoji melanzana

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A parte alcuni siti specializzati, come Wyylde, Fetlife o BDSM.fr, i social network sono raramente ben disposti nei confronti della sessualità. La censura impazza su Facebook e Instagram e, per aggirarla, si ricorre a vari stratagemmi, tra cui la celebre emoji della melanzana.

Ma ormai non è più consentito nemmeno questo innocente piccolo surrogato vegetale del pisellino. Infatti, Facebook ha deciso di censurare le emoji della melanzana, della pesca e della goccia d’acqua.

emoji melanzana, pesca e goccia d'acqua

Come fa notare il sito XBiz, Facebook ha discretamente modificato le proprie condizioni d’uso. In un paragrafo intitolato «sollecitazione sessuale» figurano alcuni divieti in più. Queste condizioni si applicano anche a Instagram.

Facebook non ama l’emoji della melanzana

Ora è vietato pubblicare una sollecitazione sessuale, per esempio usando «emoji o serie di emoji generalmente considerate sessuali o considerate tali nel contesto».

CGU Facebook censura emoji melanzana

Aggiornamento: l’emoji della melanzana non scomparirà del tutto da Facebook. Il suo utilizzo in un contesto non sessuale, per esempio per illustrare una ricetta di ratatouille, è ancora consentito.

Nudi dietro una foglia di fico? Vietato!

Per condividere contenuti sessuali senza farsi beccare da Mark Zuckerberg, molti ricorrevano all’autocensura. Al riparo sotto un rettangolo nero, un’emoji, un oggetto o una posa pudica, natiche, genitali e seni riuscivano a varcare le porte della piattaforma pudibonda. Almeno fino a poco tempo fa.

Ahimè, d’ora in poi niente più immagini allusive! Neanche dopo averne ripulito le parti di corpo esplicite! Tra i contenuti vietati ci sono «immagini di persone reali la cui nudità è coperta da parti del corpo, oggetti o un’ostruzione digitale».

Insomma, dal momento in cui siete nudi, il solo sapere che siete nudi come mamma vi ha fatti è già fin troppo osé. Anche se siete nascosti dietro un bel quadrato nero, uno smiley o una pentola di bollito. Non se ne parla proprio di lasciarvi esibire così, eh no! Tutta quella pelle di cui si intuisce l’esistenza, che oscenità!

Misure rivolte ai lavoratori del sesso

Questi nuovi standard della community si applicano a quella che Facebook definisce «sollecitazione sessuale». La definizione del termine data dal social network sembra tuttavia comprendere una gamma piuttosto ampia di comportamenti.

Ne fanno parte, infatti, gli incontri sessuali tra adulti e la richiesta o l’offerta di materiale pornografico, ma anche «il linguaggio sessualmente esplicito che può portare alla sollecitazione».

Bonus: se abbiamo un’erezione o ci bagniamo, non abbiamo il diritto di avvisare tutti i nostri contatti. Questo ultimo paragrafo, però, non è una novità. Magra consolazione: possiamo sempre fasciarci una ferita prima di andare in piscina e poi bagnare il cerotto.

Facebook vieta di bandarsi o di bagnarsi

Queste misure sembrano principalmente rivolte ai lavoratori e alle lavoratrici del sesso.

Molti di loro usano i social network mainstream per esercitare la propria professione. Più frequentati dei siti di nicchia, offrono loro la possibilità di trovare clienti o di condividere contenuti con i propri fan. Sono spesso vittime di problemi di censura, se non addirittura di sospensioni dei loro account, e non sembra che la situazione sia destinata a migliorare.

XBiz si è occupato dell’argomento su segnalazione di Thomas Fabbri, giornalista della BBC. Fabbri si interessa alle questioni che riguardano i lavoratori e le lavoratrici del sesso e la censura sui social network.

Secondo la Facebook Newsroom, dove il social network pubblica i propri comunicati stampa, le nuove condizioni generali d’uso sono entrate in vigore il 31 luglio 2019. Tuttavia, la versione del 7 settembre, consultabile sul sito dell’Internet Archive, non sembra menzionare queste ultime revisioni.

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