In un articolo precedente abbiamo descritto i componenti tossici da evitare quando si sceglie un sex toy. Ora ci occuperemo della composizione di un lubrificante. Quali sono le sostanze da evitare nei lubrificanti e in altri prodotti erotici «consumabili»: sieri, gel e creme dall’effetto stimolante, ecc.?
I parabeni sono spesso al centro dell’attenzione dei media. Come si fa a sapere se un lubrificante ne contiene? A quali altri ingredienti bisogna prestare attenzione?
Leggere la composizione di un lubrificante
Composizione di un lubrificante o di un gel stimolante
Dal 2013, il regolamento europeo rende obbligatoria una chiara etichettatura dei prodotti cosmetici, categoria che comprende anche i lubrificanti e i gel stimolanti.
Secondo la norma INCI, l’elenco degli ingredienti, indicato sulla confezione del prodotto, li riporta in inglese, in ordine decrescente in base alla quantità. Così spesso ci si accorge che, in definitiva, un lubrificante o uno shampoo con estratti vegetali ne contiene ben pochi.
Il problema è che, quando ordinate un lubrificante online, spesso vedete l’elenco degli ingredienti sulla confezione solo dopo averlo acquistato. Non è certo una consolazione scoprire che il vostro lubrificante contiene schifezze una volta che l’avete pagato! Alcuni negozi, come Lovehoney, indicano sistematicamente la composizione dei prodotti «consumabili» che vendono, così da evitare brutte sorprese.
Composizione dei preservativi
Dal punto di vista legislativo, i preservativi non sono considerati cosmetici, ma dispositivi medici. Di conseguenza, la loro regolamentazione è di competenza dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (ANSM). Questa agenzia stabilisce diversi standard di sicurezza (principalmente requisiti di resistenza), ma non impone alcun elenco di sostanze regolamentate. Inoltre, i produttori non sono tenuti a indicare la composizione dei preservativi (nemmeno quando sono prelubrificati).
I parabeni
Uso
Grazie alle loro proprietà antibatteriche e antimicotiche, i parabeni vengono utilizzati come conservanti in numerosi prodotti cosmetici e farmaceutici. In particolare, in alcuni lubrificanti e gel stimolanti (oltre che in bagnoschiuma, shampoo, creme idratanti, ecc.).
Attualmente, la triste fama che li ha resi impopolari ha fatto sì che i parabeni siano meno diffusi rispetto al passato, ma si trovano ancora in alcuni prodotti.

Rischi per la salute
Si sospetta che i parabeni possano alterare il sistema endocrino e quindi nuocere alla fertilità e aumentare il rischio di tumori legati agli ormoni, in particolare quello al seno.
Sarebbero inoltre associati al rischio di obesità infantile.
In più, alcune persone ne sono allergiche.
Legislazione
Cinque parabeni (isopropilparabene, isobutilparabene, fenilparabene, benzilparabene e pentilparabene) sono stati vietati dalla normativa europea nel 2014. Tuttavia, non rientrano tra i parabeni più utilizzati nei cosmetici. Nell’elenco degli agenti conservanti autorizzati si trova una lista piuttosto lunga di parabeni.
Come riconoscerli nella composizione di un lubrificante?
È semplice: nell’elenco degli ingredienti del prodotto, tutti i componenti il cui nome termina in «paraben» sono parabeni.
La glicerina e il glicole propilenico
La glicerina e il glicole propilenico, molto usati nei lubrificanti, non sono tossici, ma:
- Sono derivati del glucosio, di cui si nutrono i batteri: nelle persone con una flora vaginale sensibile, possono favorire le infezioni batteriche da lieviti (candidosi).
- Possono essere irritanti.
Il lubrificante Manhood Cum Lube di Velv’Or contiene glicerina e glicole propilenico
Il Nonoxynol-9
Il Nonoxynol-9 è un composto chimico con proprietà spermicide e microbicide, utilizzato nei gel, nelle spugne e nei lubrificanti spermicidi, nonché in alcuni preservativi.
Il problema? Il Nonoxynol-9 aumenta in modo significativo il rischio di trasmissione dell’HIV e dei papillomavirus. Essendo irritante, aumenta infatti l’incidenza delle lesioni genitali e anali. Altera anche il pH e può causare infezioni vaginali.
Sebbene diversi studi abbiano dimostrato i rischi del Nonoxynol-9 e numerosi marchi ne abbiano abbandonato l’uso, questo composto è ancora autorizzato e utilizzato.
Il gluconato di clorexidina
Il gluconato di clorexidina è un antibatterico utilizzato in alcuni lubrificanti. Può essere irritante e alcune persone ne sono allergiche.
I derivati del petrolio
La vaselina, la paraffina e altri oli minerali tendono ad alterare il pH vaginale. Inoltre, a causa della loro viscosità, i lubrificanti che li contengono sono difficili da pulire e dopo il lavaggio possono rimanerne dei residui.
Il Lubrifist contiene paraffina
La lidocaina e la benzocaina
Principi attivi di alcuni farmaci contro il mal di gola, la lidocaina e la benzocaina vengono utilizzate anche per le loro proprietà anestetiche in spray, lubrificanti o preservativi destinati a ritardare l’eiaculazione, e nei lubrificanti «rilassanti» per uso anale.
In questo caso, il problema non è una loro eventuale tossicità, ma semplicemente il rischio di farsi male senza accorgersene. Infatti, la (leggera) anestesia locale elimina il segnale che vi avverte che qualcosa sta sfregando troppo o che è troppo grosso.
Altri elementi da tenere in considerazione nella composizione di un lubrificante
Questo elenco di componenti da evitare non è esaustivo. Mi sono limitata agli ingredienti di cui ho potuto verificare (con una piccola ricerca su Google, per quelli che non avevo mai incontrato «dal vivo», o almeno senza prestarci attenzione) la presenza in prodotti per uso sessuale acquistabili in Francia.
I lubrificanti che non hanno alcuna pecca sono purtroppo molto rari, e la scelta del lubrificante giusto per voi dipenderà anche dalla vostra anatomia e dall’uso che volete farne.
Per saperne di più
The Big Lube Guide di Dangerous Lilly (in inglese) propone un elenco più completo degli ingredienti da evitare.
Con mia grande sorpresa, ho letto la parola «urea» («urea») tra gli ingredienti che si possono incontrare. Eh? Cosa? Pipì nel mio lubrificante? Che schifo!
Dopo qualche ricerca, ho scoperto che l’urea viene effettivamente utilizzata nei cosmetici. Di origine sintetica (ma con una composizione identica a quella contenuta nell’urina), viene usata come idratante e conservante. Il problema non è questa storia della pipì, ma il fatto che l’urea possa rilasciare formaldeide, riconosciuta come cancerogena, irritare e scatenare allergie.
Non sono riuscita a trovare un esempio di lubrificante contenente urea. Ma frugando in bagno, mi sono imbattuta in una crema depilatoria che la elencava tra i suoi ingredienti.
Fate le vostre ricerche
In generale, è sempre meglio dare un’occhiata alla composizione dei lubrificanti (quando si tratta di infilarci sostanze sospette, i produttori possono avere una fantasia sconfinata...). In caso di dubbi su un ingrediente, Google vi aiuterà a togliervi ogni dubbio.



